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lunedì 4 gennaio 2016

nuova pubblicazione: il criterio della residenzialità nell'accesso ai servizi

Inizia l'anno con una nuova pubblicazione in tema di homelessness. Durante lo scorso anno ho avuto l'onore di contribuire alla ricerca promossa dall'Osservatorio Europeo sull'Homelessness (EOH - Eu Observatory on Homelessness) che ha approfondito il tema del residenza in relazione alla possibilità di usufruire dei servizi per persone in situazione di grave marginalità.
La pubblicazione, disponibile in download gratuito qui, offre i risultati di una comparativa a livello europeo sull'impatto del requisito della residenza sulle persone che vivono una condizione di grave e gravissima marginalità.
Dalla ricerca emerge come nella maggior parte dei servizi nei vari stati membri ci sia l'obbligo per le persone in difficoltà di dimostrare un collegamento con la città o il comune che offre i servizi di accesso, limitando di fatto l'accesso alle strutture anche di prima accoglienza e in grado di rispondere a bisogni primari.
La ricerca dimostra come le regole e le norme che limitano l'accesso ai servizi subordinandoli alla residenza ("local connection criteria - connessione alla rete locale") siano sostanzialmente mal progettati, e in generale siano introducano elementi discriminatori e ostativi soprattutto per le persone più vulnerabili.
La pubblicazione è disponibile in download gratuito: Local Connection Rules and Access to Homelessness Services in Europe

Voglio ringraziare i colleghi che hanno voluto condividere una parte del loro tempo e della loro esperienza sul tema della Local Connection Criteria (LCC), e in particolare:
Francesca Simonini (ass. Noi sulla strada) per Padova e Brescia; Maria Luisa Pontelli (Opera Diocesana Betania) e Luca Vicario (Il Fogolar Caritas) per Udine; Francesco Pilli (Cosep e Fondazione di Partecipazione) per Mestre e Venezia; Massimo De Albertis (Comune di Torino) e Roberto Mosso (Testarda) per Torino; Giorgio Bonini (Porta Aperta) per Modena; Emanuela Tacchetto (Gruppo R) per in Padova; Michele Trabucco, Alberto Mortara e i colleghi in FIOpsd.
Ne approfitto per ricordare una volta in più la mia gratitudine per l'insegnamento costante che mi regalano le persone con cui lavoro a Torino, Trento, Bolzano, Rovereto, Padova, Vicenza, Mestre, Venezia, Milano, Verona, Bologna, Udine, Codroipo, Rovereto, Trento, Genova e La Spezia.
Spero di non aver dimenticato nessuno; in ogni caso sapere quanto la condivisione sia per me sempre un dono prezioso.

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