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pensieri del dentro (9) - Parole rovesciate: lo slittamento radicale, ovvero il discorso della vittima, della sopravvissuta, del sopra-vivente

Ci sono momenti particolari nella vita. Momenti in cui un battito di ciglia separa una cosa da un’altra. Caldo e freddo. Vuoto e pieno. Luce e buio. Bene e male.  A volte il passaggio è graduale, e ad ogni istante il precedente non differisce dal seguente se non per un non-nulla, il che è comunque già qualcosa. Giorno e notte. Notte e giorno. Giovane e vecchio.  Altre volte il salto è imperativo, violento, con un rovesciamento logico radicale, doloroso e monolitico. Un prima e un dopo, netti, assoluti.  Uno slittamento e un rovesciamento radicale tra ciò che solitamente è bene, e cosa è male. Un movimento strutturale che origina per tracimazione due nuove forme, Benemale e Malebene.  Il primo implica un volere del bene che tracima nel portare del male.  Il secondo implica un portare e un ricevere il male come se fosse un bene.  Non più due categorie distinte, ma un tracimare che prende progressivamente la forma dello scivolamento delirante dell’una nell’altra, e viceversa. Ho speriment

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