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cura della cura

Alcune parole sono quasi magiche. Cura ci sembra una di queste.
Cura è termine antico, dal significato profondo, che deriva dalla parola latina Cura(m), i cui significati originari sono pensiero, sollecitudine, ma anche ansia e mancanza di respiro. L'intero discorso della cura è già condensato in un'etimologia.
La cura è un mestiere, con le sue regole, i suoi limiti, le sue difficoltà e soddisfazioni.
La cura può essere un'arte: metodi e tecniche che incontrando la creatività possono confluire nella creazione di opere d'arte.
La cura può essere svolta da persone con ruoli e ranghi molto diversi tra loro, in un continuo che va dai professionisti (psicologi, educatori...) ai genitori.
A prescindere dalle diversità di ruolo e dai differenti ranghi che la cultura vi ricama intorno, la cura implica sempre un suo discorso. Ogni discorso implica una sua struttura significante, fatta di soggetto, verbo, oggetto, complemento.
Chiunque abbia sperimentato la cura nelle sue diverse forme, aspetti e posizioni, sa che l'unico soggetto della cura è chi la richiede, chi ne fa uso. Il soggetto come oggetto unico della cura.
Ci piace situare il nostro discorso all'interno di questa grammatica, e ci piace pensare di prestare le nostre competenze professionali a persone, che noi consideriamo sempre individui che possono scegliere di sperimentarsi come soggetti della cura, molto prima che viversi come pazienti, clienti o utenti.
Vedere sempre il soggetto della cura, nel nostro lavoro, significa un'attenzione libera, non giudicante, profonda e rispettosa della dignità profonda della persona, che è, e rimane, l'unica in grado di poter agire un cambiamento strutturale nella propria storia individuale.

Per questo abbiamo deciso di aprire una nuova fase generativa del nostro prenderci cura, unendo, condividendo e mettendo a disposizione le nostre competenze per offrire il nostro prenderci cura e per passare la cura a chi vi partecipa, lavorando a vario titolo nella cura.
Siamo disponibili a sperimentare insieme nuovi discorsi di cura, contaminando e contaminandoci, scambiandoci e condividendo percorsi di gruppo, che potranno essere condotti o co-condotti da:
  • Paolo Brusa, psicologo, formatore, supervisore: attivo in ambito socio-educativo dal 1994, laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1997, dal 2003 opera come libero professionista collaborando con diverse organizzazioni in Italia e all'estero. Oltre all'attività di supporto psicologico per singoli, coppie e vittime di violenza, opera come formatore, consulente metodologico e supervisore clinico esperto nel settore psicologico e della relazione in Piemonte, Veneto, Trentino, AltoAdige e Friuli presso servizi rivolti a soggetti adulti in condizione di grave marginalità, vittime di violenza, rifugiati, richiedenti asilo, minori, disabili, stranieri e nomadi.  Svolge attività di consulente, project management e coordinamento di progetti finanziati dalla Commissione Europea, di cui è consulente esterno per i programma Horizon 2020 e per l'Agenzia esecutiva per i consumatori, la salute e la sicurezza alimentare (CHAFEA)
  • Cristina Testa, psicologa, psicoterapeuta, psicodrammatista: dal 2000 lavora con gruppi, in dispositivi differenti. Per molti anni ha operato nell'ambito dei senza dimora e nell'ambito psichiatrico, prima come educatrice e poi come psicologa. Dal 1998 al 2006 si è occupata, collateralmente all'attività clinica, di ricerca in psichiatria. Dal 2007 al 2013 ha partecipato alla progettazione ed è stata docente del Master in Psicodramma presso IUSTO. Attualmente, in ambito clinico si occupa di psicoterapia individuale con adulti, giovani adulti e coppie; in ambito formativo si occupa di supervisione di équipe, collabora con il Corso di Laurea in Infermieristica, è Direttore del Workshop della Scuola di Psicoterapia della COIRAG
  • Daniela Parafioriti, psicologa, psicoterapeuta ad orientamento psicanalitico: dal 1998 lavora in e con gruppi, in dispositivi differenti sia in Piemonte che in Lombardia. Per molti anni ha operato nell'ambito della psichiatria e dei servizi per persone in grave stato di emarginazione quali stranieri e persone senza dimora, prima come educatrice e responsabile di servizi gestiti dal privato sociale poi come psicologa e formatrice. Dal 2009 si è dedicata in parallelo all'attività clinica come psicoterapeuta. Dal 2014 si occupa di inserimenti lavorativi e progetti di orientamento per target fragili diversi. Attualmente, in ambito clinico si occupa di psicoterapia individuale con adulti, giovani adulti e coppie; in ambito formativo si occupa di supervisione di équipe di servizi socio-assistenziali sia in Piemonte che in Lombardia
  • Guidi Claudia, psicologa, psicoterapeuta, psicodrammatista: laurea in Psicologia Clinica e di Comunità nel 1998, ha conseguito la specializzazione in psicoterapia di gruppo presso la C.O.I.R.A.G. di Torino nel 2003. Svolge attività di psicoterapia individuale e di gruppo con metodologia psicodrammatica. Tiene gruppi per bambini con disturbi relazionali e di apprendimento e svolge colloqui di sostegno ai genitori. Dal 2001 al 2005 affidataria di minori con disabilità gravissima. Partecipa e conduce gruppi di supervisione didattica, clinica e formativa per un costante aggiornamento e approfondimento delle tematiche relative al disagio, alla pari dignità e all'elaborazione delle differenze in chiave inclusiva. Dal 2011 opera nell'ideazione, sviluppo, conduzione di gruppi clinico-educativo, e come supervisore in progetti di integrazione e supporto per minori e adulti in situazione di marginalità e migranti
  • Silvia Cerrone, psicologa, psicoterapeuta: lavora come libera professionista in ambito clinico con adulti e anziani, sia individualmente che in gruppo. Consulente presso il Centro di Teatro Sociale e di Comunità dell’Università di Torino, di cui è responsabile per l’area della promozione del salute, oltre che supervisore psicologico per progetti di emergenza e cooperazione allo sviluppo e conduttrice di laboratori che usano la metodologia del teatro sociale e di comunità. Ha lavorato presso la comunità terapeutica Il Porto Onlus occupandosi di pazienti con Disturbi di Personalità e problemi di dipendenza

La dimensione del lavoro in gruppo condivide poche ma definite regole: nessun interesse per i giudizi di valore e su cosa possa essere giusto o sbagliato fare; una garanzia di partecipazione e una periodicità negli incontri; l'impegno a riportare durante gli incontri le eventuali dinamiche tra i componenti vissute all'esterno del gruppo stesso. 
L'approccio utilizzato è legato alle competenze ed esperienze specifiche di cui siamo portatori, e si inserisce in all'interno della metodologia del lavoro in gruppo libero e della condivisione tra pari, che riconosce ai partecipanti la piena responsabilità e libertà nei contenuti e nelle forme della condivisione, con l'accortezza di dedicare uno spazio a tutti.
Siamo a disposizione per abitare uno spazio di condivisione di una pluralità nei punti di vista, spunti e suggestioni teoriche, metodologiche e significanti a partire dalla struttura costitutiva dei singoli gruppi.

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