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domenica 14 giugno 2015

Mai più silenzio: ... uno ... due ... tre ... a star fuori tocca a te ...!

Ci piacciono molto le storie, soprattutto quelle a lieto fine, e speriamo che anche questa presto lo sia. Come tutte le storie, anche questa inizia quasi per caso, con le richieste di aiuto di alcuni genitori di bimbi sordi e con la scoperta in rete del bando “natiperproteggere”, un concorso di idee con un regolamento semplice: si parte da una storia di protezione, da cui nasce un progetto, che viene spedito; tra tutti ne viene scelta una rosa di otto finalisti. Per ora speriamo di essere un petalo di quella rosa.La nostra storia la trovate cliccando direttamente su questo titolo: “Mai più silenzio”, versione contratta dell'originario “...uno...due..tre... a star fuori tocca a te”.
La storia che abbiamo proposto al concorso è una parte delle attività recenti dell'associazione FIADDA Piemonte (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti delle persone Audiolese), che raccoglie in associazione genitori, familiari, tutori dei minori sordi e adulti sordi con l’obiettivo di assicurare una piena inclusione sociale della persona sorda. FIADDA Piemonte si impegna da oltre 15 anni perché siano riconosciuti e garantiti i diritti di cittadinanza e pari opportunità durante tutto il percorso di vita, eliminando ogni forma di discriminazione, sensibilizzando e ponendo l’attenzione dell’opinione pubblica sulle problematiche della sordità attraverso un’informazione capillare e diffusa destinata agli organi amministrativi e legislativi di Enti statali e locali, scuole, Università, stampa e mass media.
In questi anni, insieme a tanti genitori, FIADDA ha fatto tante cose:
  • ha diffuso e dato dignità alla possibilità per i bambini e le bambine sordi di poter apprendere un linguaggio, di poter frequentare la scuola e imparare come gli altri bambini
  • ha difeso e incrementato le ore di sostegno scolastico con l’Ufficio Scolastico Regionale
  • ha mantenuto gli educatori di sostegno alla comunicazione con il Comune di Torino
  • ha organizzato gruppi si sostegno alla genitorialità, per aiutare i genitori ad affrontare la diagnosi, i percorsi di riabilitazione e a superare lo smarrimento e le difficoltà in famiglia
  • ha costruito momenti di aggregazione per facilitare l'incontro degli adolescenti sordi, per aiutarli nel difficile passaggio da sapersi sordi al costruire un'identità adulta riconoscendosi sordi.
Ciò che FIADDA ha fatto in questi anni lo abbiamo condiviso online (su facebook e su questo blog, e prossimamente su un rinnovato sito) nella convinzione che solo divulgando e creando consapevolezza delle cose che accadono sia possibile proteggere i diritti dei nostri figli e della comunità intera.
Questa è la storia di bambini che vanno a scuola, e faticano per imparare, un po' come tutti gli altri bambini. Solo che i bambini della nostra storia sono sordi profondi e utilizzano come ausilio protesico un impianto cocleare.
L'impianto cocleare è un piccolo processore che, alimentato da batterie ricaricabili, consente a chi è sordo profondo di sentire. L'impianto cocleare è anche un diritto. Il diritto a comunicare, andare a scuola, faticare e apprendere, giocare e crescere, come tutti gli altri bambini. È anche un diritto poterne usufruire, dal momento che gli impianti cocleari sono inseriti nell'elenco dei Livelli Essenziali di Assistenza, che comprende tutti quei supporti e protesi che ogni persona deve ricevere per poter avere una vita dignitosa.
I Livelli Essenziali di Assistenza riconoscono il diritto a ricevere l'impianto cocleare e la sostituzione di tutte le sue parti eventualmente non funzionanti, eccetto le batterie e il carica-batterie. Anche un bambino capirebbe che senza alimentazione non può funzionare nulla, neanche una meraviglia della tecnica come un orecchio bionico. I nostri governanti invece non lo hanno ancora capito.
Dopo averli forniti per alcuni anni, nel 2014 la Regione Piemonte ha introdotto la soglia ISEE per poter usufruire delle batterie e del carica batterie, mentre da gennaio 2015 ha completamente bloccato tutte le pratiche per le batterie di ricambio.
Accade così che i bambini che hanno fatto richiesta abbiano dovuto rinunciare al loro diritto di sentire tutte le volte che le famiglie non erano in grado di provvedere al costo di tasca propria.
Per capire cosa può voler dire questa storia per un bambino o una bambina sorda, provate ad immaginate di non poter sentire un unico solo giorno della vostra vita. Quell’unico e solo giorno rimarrebbe impresso nella vostra mente per sempre, perché vi sentireste soli e isolati in ogni dove, in un parco colmo di bambini, in una classe, a cena con i vostri cari, in un supermercato all’ora di punta, ovunque. Questo è ciò che accade.
Sono 15 anni che FIADDA Piemonte ripete il proprio mantra: la difesa del diritto al futuro dei bambini sordi è un atto di dignità collettiva, oltre che individuale.
Per continuare nella nostra opera, vogliamo far nascere un nuovo capitolo di questa piccola, grande storia collettiva di diritti e dignità: acquistando gli strumenti tecnici necessari a far funzionare gli impianti cocleari, e creando una piattaforma informatica a cui tutti i genitori potranno fare riferimento in caso di necessità.
Le batterie, i caricabatterie e tutti i pezzi di ricambio che saranno acquistati confluiranno in un magazzino condiviso online sul principio della “collaborative consumption”. Qui i genitori potranno appoggiarsi ricevendo il materiale disponibile in “prestito d'uso” per il tempo necessario ad ottenere dalla Regione quello stesso materiale che per legge spetta ai loro figli di diritto.
Non appena i genitori riceveranno il materiale richiesto alle ASL, restituiranno quello avuto in prestito dall'associazione: in questo modo sarà reso disponibile sulla piattaforma, per essere così redistribuito ad altri bambini che ne avranno bisogno.
Con il nostro progetto, nessun genitore dovrà più ritrovarsi a spiegare al proprio bambino come mai deve aspettare per poter tornare a sentire.
Siamo genitori e volontari, e stiamo lavorando per garantire ai nostri figli il diritto di sentire, di esistere, di crescere.
Speriamo che vorrete ascoltare la nostra proposta.
Per aiutarci, potete visitare il nostro progetto al seguente link: “ Mai più silenzio
Potete condividere questo post e la nostra storia invitando tutte/i ad ascoltarci e sostenerci.

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